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Le monete nate come mezzo di scambio quale evoluzione del baratto, o come strumento di pagamento, o addirittura come "messaggio pubblicitario" dell'autorità emittente, arricchite negli anni con scritte e figure, hanno interessato gli uomini di epoche successive per il loro valore storico ed artistico e come testimonianza delle civiltà che le hanno emesse.
Fra i tanti ricordiamo Francesco Petrarca: il grande poeta trecentesco vide nelle monete romane la testimonianza di un immenso impero e nelle effigi degli imperatori persone di grande valore e prestigio; dalle sue lettere apprendiamo che, quando era di passaggio a Roma, comprava monete antiche dai contadini per poterle donare poi a principi e re del suo tempo invitandoli a seguirne le orme ed a rinverdirne i fasti.
Anche l'ultimo re d'Italia si appassionò da giovane alla numismatica ed arrivò a raccogliere oltre centomila monete coniate in Italia o da italiani all'estero. Il tutto venne catalogato e successivamente illustrato e descritto nei venti volumi del Corpus Nummorum Italicorum, tuttora valido riferimento per gli studiosi. Fu presidente onorario della nostra Società e, dopo l'abdicazione, donò la sua raccolta al popolo italiano.

Monetazione antica

La moneta, intesa quale disco di metallo con peso e valore definiti e garantiti, nasce verso la fine del VII secolo a.C. nelle Colonie greche dell'Asia Minore.
Si diffonde ben presto nella Grecia continentale: intorno al 500 a.C. la maggior parte delle principali città batte una propria moneta.
I soggetti raffigurati sono i più vari: teste o figure intere di divinità, talora legate a miti locali, animali ad esse consacrati, prodotti che arrecavano fama alla città o che ne richiamavano il nome.
Di notevole valore artistico sono le monete delle città della Sicilia come il demarateion di Siracusa della nostra copertina conservato al Museum of Fine Arts di Boston.
In età ellenistica compaiono i primi ritratti di sovrani.
Alla fine del IV secolo a.C. anche Roma inizia ad emettere moneta. Nessun'altra monetazione raggiungerà la varietà di soggetti di quella romana, che ci tramanda il ricordo di avvenimenti notissimi, come l'uccisione di Cesare o la conquista della Dacia da parte di Traiano, l'aspetto di edifici ormai distrutti come il Circo Massimo o il tempio di Iside nel Campo Marzio , di divinità importanti come Giove e Marte o quasi sconosciute, come Segezia, i ritratti cii imperatori e delle loro mogli, talora conosciuti nel loro aspetto solo grazie alle immagini monetali.

Periodo Medioevale

Dopo la caduta dell'Impero Romano, le popolazioni barbariche installatesi in Italia (Goti, Longobardi) continuarono nella monetazione la tradizione della Riforma costantiniana.
Alla fine dell'VIII secolo Carlo Magno riformò il sistema monetario, basandolo sul Denaro d'argento: 12 denari valevano un soldo e 20 soldi una lira.
Intorno al 1200 Venezia coniò il primo Grosso d'argento, esempio seguito da molte città italiane che impressero sulle loro monete l'immagine dei rispettivi santi protettori.
Il meridione d'Italia rimase nell'orbita dei Bizantini, degli Arabi, dei Normanni e degli Svevi. Famoso per questo periodo è l'Augustale d'oro di Federico II.
Nel 1252 riprese in Italia la circolazione delle monete d'oro: il Genovino ed il Fiorino e poco più tardi il Ducato d'oro di Venezia.
In Francia nello stesso tempo venne coniato il Grosso Tornese e, nel 1300 circa , di nuovo monete d'oro ; in Germania riapparvero verso il 1350, ad imitazione del Fiorino, così come in Francia, Austria e Boemia.
La prima moneta d'oro inglese fu il Nobile di Edoardo III del 1350.

Monetazione Moderna

Con il Rinascimento tutta l'arte monetaria subisce una evoluzione sia in senso tecnico (nuovi strumentimeccanici) che in senso artistico: anche grandi artisti come Pisa nello e Cellini si cimentano con le incisioni di conii e le Corti Italiane sono le maggiori e splendide committenti di monete e medaglie di ineguagliato valore estetico.
L'afflusso prima dell'oro e poi dell'argento dal Nuovo Mondo, permette un allargamento della produzione e lo sviluppo di nuove denominazioni monetarie, di multipli e sottomultipli.
Se da una parte la fine del 1500 vede la nascita della moneta d'argento di grosso modulo (Scudo - Piastra - Pezza - Tallero - Tollero), tipo di moneta che avrà fortuna fin quasi ai nostri giorni, dall'altra diverse Nazioni Europee tendono a caratterizzare in modo diverso le proprie serie monetali.
Nascono politiche monetarie differenziate e si avvertono per la prima volta in forma palese fenomeni di tipo inflattivo e deflattivo.
Le pratiche mercantili e gli strumenti di misura si arricchiscono di sempre più raffinate tecniche per il saggio e la valutazione delle monete proprie e altrui.
Le serie monetali spagnole e dei relativi possedimenti sono sicuramente tra le più ricche e varie del periodo, per iconografia e tipologia.
In età moderna si presentano i primi esempi di circolazione di carta-moneta.

Periodo Contemporaneo

La difficoltà nelle transazioni commerciali rappresentata dall'esistenza di valori e denominazioni monetari tanto numerosi, fece sì che durante la Rivoluzione Francese si arrivasse ad introdurre il Sistema Metrico Decimale anche nella monetazione.
Napoleone diffuse questa pratica in quasi tutta Europa: da quel momento infatti, ad eccezione della Gran Bretagna, tutti i Paesi divisero le loro monete in multipli e sottomultipli centesimali.
Ormai tutti i Paesi hanno serie monetali coniate in oro, argento, rame e talvolta leghe. Questa situazione si manterrà almeno fino alla Prima Guerra Mondiale.
La circolazione di carta-moneta assume per valore e importanza relativa sempre maggior peso, fino a relegare le monete metalliche, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ai valori divisionali.
Negli ultimi anni si assiste alla proliferazione di emissioni di monete metalliche di valore, rivolte esclusivamente al mercato collezionistico, mentre nella pratica quotidiana le monete metalliche tendono a ridursi alle minime transazioni.
Sempre più operative sui Mercati Internazionali sono la moneta telematica e la cosiddetta "plastic money".

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